ARCANO XIII- LA MORTE

La Morte, è l’unico Arcano che presenta solo il numero, ma non reca la didascalia, per esorcizzare il tabù legato ad essa, evitando così di nominare l’innominabile.

La Morte distrugge il corpo e cancella ricordi, sentimenti, amori, ma anche patimenti e speranze, livellando tutto con il suo manto nero.

Uno scheletro zoppo, cammina su una terra oscura e desolata, dalle quale spuntano mani, piedi ed ossa.

La carcassa, conserva il colore della carne umana, ed avanza con la sua falce rossa, nell’ oscurità delle passioni umane, liberando l’uomo dalla sua vita terrena.

Le mani si innalzano dal buio protese verso l’alto, e due ossa bianche, una maschile e una femminile, rappresentano i resti della materia.

La morte però, non riesce a distruggere tutto ciò che l’uomo ha pensato e sognato e neanche le sue idee, che permangono anche quando la materia diventa polvere.

Tutto si muove e si trasforma eternamente.

SIGNIFICATI DELLA CARTA DIRITTA

Il passato non esiste più, e se abbiamo toccato il fondo, ora non possiamo che risalire.

Ma il passaggio da un piano evolutivo ad un altro, non è mai indolore.

Veder cadere tutte le proprie abitudini, legami, situazioni, spesso è fonte di rimpianti.

Una nuova vita ci aspetta, se sapremo affrontare questo difficile passaggio con metodo e con pazienza. La malinconia è destinata a scomparire, se sapremo cogliere insegnamento dalle esperienze passate, e usare giudizio e discernimento, per prevedere gli ostacoli ed essere padroni del nostro destino.

I cambiamenti drastici sono necessari. Spesso è meglio troncare rapporti esauriti, ed affrontare in solitudine un periodo di riflessione, fertile e fruttuoso, per poter ripartire nella maniera giusta.

SIGNIFICATI DELLA CARTA ROVESCIATA

Tutti i lutti, le perdite, i distacchi, comportano sofferenze che ci colgono sempre di sorpresa.

La persona si lascia andare al pessimismo, e si arrende senza lottare.

L’ansia e la mancanza di autostima, non assecondano la creatività e i progetti, e si traducono in impotenza psichica.

Il cambiamento, necessario alla rinascita, viene vissuto negativamente, anche per un eccessivo attaccamento alle abitudini.

L’atteggiamento del consultante è quello di cadere nello scoramento, di fronte a ritardi e ostacoli, anche minimi, e in questo modo ostacola i processi trasformativi in atto, rendendoli ancora peggiori di quanto non lo siano realmente.